sabato 28 agosto 2021

PERCHè LE FORZE DELL'ORDINE,I MILITARI DOVREBBERO PRENDERE IL POTERE AL PIU' PRESTO E GIUDICARE QUESTA CLASSE POLITICA CORROTTA ? SEMPLICE ! ABBIAMO SUBITO DI TUTTO E SOPPORTATO IN QUESTI ANNI, MA ORA HANNO ESAGERATO , HANNO ADERITO A UN PIANO DI STERMINIO GENERALE DEL POPOLO ITALIANO CHE NON SI PUO' PIU'PERMETTERE ! SALVIAMO I BAMBINI, SALVIAMO IL POPOLO ITALIANO.

 «Quando il nemico sembra prevalere in battaglia, quando le sue forze sembrano soverchianti, quando la strategia di combattimento sembra far indietreggiare le truppe...allora la battaglia sia portata avanti in maniera diversa, si moltiplichino le "cellule" del bene, i guerrieri restino uniti, la guerriglia si faccia intensa e fastidiosa; si ritrovi lo spirito di corpo, si serrino i ranghi della fraternità, si sopporti l'andare controcorrente, non si perda occasione per, agili e leggeri, colpire al cuore il nemico potente...
A noi la battaglia, a Dio la vittoria»
Santa Giovanna d'Arco.

 

 

 Dal «Discorso sulle beatitudini» di san Leone Magno, papa (Disc. 95, 8-9; PL 54, 465-466)
Grande pace per chi ama la legge di Dio

È giusto che la beatitudine della visione di Dio venga promessa ai puri di cuore. L'occhio ottenebrato infatti non potrebbe sostenere lo splendore della vera luce: ciò che formerà la delizia per le anime pure, sarà causa di tormento per quelle macchiate dal peccato. Evitiamo dunque l'oscura caligine delle vanità terrene, e gli occhi dell'anima si lavino da ogni sozzura di peccato, perché il nostro sguardo limpido possa pascersi della sublime visione di Dio. Proprio perché ci adoperassimo a meritare questa visione il Signore disse: «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5,9). Questa beatitudine, fratelli, non si riferisce ad una qualsiasi intesa o accordo, ma a quello di cui parla l'Apostolo: Abbiate pace con Dio (cfr. Rm 5,1), e di cui il profeta dice: «Grande pace per chi ama la tua legge, nel suo cammino non trova inciampo» (Sal 118,165). Non possono pretendere di possedere questa pace né i vincoli più stretti di amicizia, né la somiglianza più perfetta di carattere se non sono in armonia con la volontà di Dio. Fuori di questa sublime pace troviamo soltanto connivenze e associazioni a delinquere, alleanze malvage e i patti del vizio. L'amore del mondo empio non si concilia con quello di Dio. Colui che non si distacca dalla generazione secondo la carne non arriva a far parte della comunità dei figli di Dio. Coloro invece che hanno la mente fissa in Dio, «cercando di conservare l'unità dello spirito, per mezzo del vincolo della pace» (Ef 4,3), non si discostano mai dalla legge eterna. Essi dicono con sincera fede la preghiera: «Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra» (Mt 6,10). Questi sono gli operatori di pace, questi sono veramente unanimi e santamente concordi, degni di essere chiamati in eterno figli di Dio e coeredi di Cristo (Rm 8,17). Infatti l'amore di Dio e l'amore del prossimo li renderà meritevoli del grande premio. Non sentiranno più nessuna avversità, non temeranno più ostacoli o insidie, ma, terminata la lotta e tutte le tribolazioni, riposeranno nella più tranquilla pace di Dio. Per il Signore nostro, che con il Padre e lo Spirito Santo vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

giovedì 26 agosto 2021

 Dal libro del profeta Geremia 4, 5-8. 13-28

SI ANNUNZIA L'ARRIVO DEL DEVASTATORE 

Si annunzia l'arrivo del devastatore «Annunziatelo in Giuda, fatelo udire a Gerusalemme; suonate la tromba nel paese, gridate a piena voce e dite: Radunatevi ed entriamo nelle città fortificate. Alzate un segnale verso Sion; fuggite, non indugiate, perché io mando da settentrione una sventura ed una grande rovina. Il leone è balzato dalla boscaglia, il distruttore di nazioni si è mosso dalla sua dimora per ridurre la tua terra ad una desolazione: le tue città saranno distrutte, non vi rimarranno abitanti. Per questo vestitevi di sacco, lamentatevi ed alzate grida, perché non si è allontanata l'ira ardente del Signore da noi». Ecco, egli sale come nubi e come un turbine sono i suoi carri, i suoi cavalli sono più veloci delle aquile. Guai a noi che siamo perduti! Purifica il tuo cuore dalla malvagità, Gerusalemme, perché possa uscirne salva. Fino a quando albergheranno in te pensieri d'iniquità? Ecco, una voce reca la notizia da Dan, si annunzia la sventura dalle montagne di Efraim. Annunziatelo alle genti, fatelo sapere a Gerusalemme. Gli assedianti vengono da una terra lontana, mandano urla contro le città di Giuda. Come custodi d'un campo l'hanno circondata, perché si è ribellata contro di me. Oracolo del Signore. La tua condanna e le tue azioni ti hanno causato tutto ciò. Questo il guadagno della tua malvagità; com'è amaro! Ora ti penetra fino al cuore. Le mie viscere, le mie viscere! Sono straziato. Le pareti del mio cuore! Il cuore mi batte forte; non riesco a tacere, perché ho udito uno squillo di tromba, un fragore di guerra. Si annunzia rovina sopra rovina: tutto il paese è devastato. A un tratto sono distrutte le mie tende, in un attimo i miei padiglioni. Fino a quando dovrò vedere segnali e udire squilli di tromba? «Stolto è il mio popolo: non mi conoscono, sono figli insipienti, senza intelligenza; sono esperti nel fare il male, ma non sanno compiere il bene». Guardai la terra ed ecco solitudine e vuoto, i cieli, e non v'era luce. Guardai i monti ed ecco tremavano e tutti i colli ondeggiavano. Guardai ed ecco non c'era nessuno e tutti gli uccelli dell'aria erano volati via. Guardai ed ecco la terra fertile era un deserto e tutte le sue città erano state distrutte dal Signore e dalla sua ira ardente. Poiché dice il Signore: «Devastato sarà tutto il paese; io compirò uno sterminio. Pertanto la terra sarà in lutto e i cieli lassù si oscureranno, perché io l'ho detto e non me ne pento, l'ho stabilito e non ritratterò». 

martedì 24 agosto 2021

 

Ciò che accadde a sant’Atanasio: un insegnamento per i nostri tempi

C’è una storia di un grande e famoso santo che però non viene solitamente ricordata nella sua completezza. Si tratta della storia di sant’Atanasio (295-373), colui che difese il mistero dell’Incarnazione dalle minacce dell’Arianesimo, l’eresia che negava la divinità di Cristo.

Ma è proprio ciò che solitamente non si ricorda che rende questo santo molto attuale.

L’epoca in cui visse sant’Atanasio fu di grande crisi della ortodossia, cioè della dottrina autentica.

Siamo intorno al 360. In quel periodo (così come oggi) la verità cattolica rischiava di scomparire. Celebre è la frase di San Girolamo che descriveva quei tempi: “E il mondo, sgomento, si ritrovò ariano”.
In tale contesto, sant’Atanasio non si piegò. Egli era un giovane vescovo di Alessandria d’Egitto.

Rimase talmente solo a difendere la purezza della dottrina che per quasi mezzo secolo la sopravvivenza della fede autentica in Gesù Cristo si trasformò in una diatriba tra chi era per e chi non per Atanasio.

Qualche cenno biografico.

Egli nacque ad Alessandria nel 295. Nel 325 presenziò al celebre Concilio di Nicea, in qualità di diacono di Alessandro ch’era vescovo di Alessandria. Concilio famoso quello di Nicea perché fu lì che venne solennemente proclamata la fede nella divinità di Cristo in quanto consustanziale al Padre. E’ lì che fu stabilita la definizione per intendere l’uguaglianza del Figlio con il Padre: homoosius, che vuol dire “della stessa sostanza”. Attenzione a questa definizione (homoosius) perché questa sarà la sostanza del contendere.

Torniamo alla vita di sant’Atanasio. Il 17 aprile del 328 morì il vescovo Alessandro e il popolo di Alessandria d’Egitto chiese a gran voce Atanasio come vescovo. Fu vescovo per ben 46 anni, ma furono 46 anni durissimi, 46 anni di lotta contro l’eresia ariana e contro gli ariani. Questi ovviamente rifiutavano proprio ciò che il Concilio di Nicea aveva detto di Gesù, il termine homoosius, che – come ho già ricordato – vuol dire: della stessa sostanza del Padre.

Il comportamento degli ariani di quel tempo è indicativo per capire quanto le vicende che toccarono a sant’Atanasio siano straordinariamente attuali. Sant’Ilario di Poiters (315-367) racconta che gli ariani ebbero sempre la scaltrezza di rifiutare ogni scontro dogmatico in merito alla questione della natura di Gesù perché sapevano che le loro tesi non potevano essere fondate sulla Tradizione né sul Magistero definito. Si limitavano a fare ciò che solitamente fa chi non sa controbattere in una discussione: invece di rispondere sugli argomenti, calunnia. La discussione dottrinale veniva spesso trasformata in conflitto su questioni personali. Il povero sant’Atanasio fu accusato delle più grandi nefandezze: di aver imbrogliato, di aver violentato una donna, di aver ucciso, di minare all’unicità della Chiesa. Una tecnica che non passa mai di moda. D’altronde il demonio è sempre lo stesso e ha sempre la stessa monotona fantasia.

Gli ariani però non si limitarono a questo. Operarono anche con grande astuzia. Prima di tutto cercarono di occupare quante più sedi episcopali e poi lanciarono quello che successivamente è stato definito come semiarianesimo. Altra tipica “tecnica” delle eresie: queste, una volta condannate, riemergono proponendo un compromesso tra la verità e l’errore. Gli ariani propagandarono la necessità di sostituire il termine stabilito dal Concilio di Nicea, homoousion, con il termine homoiousion. Differenza di una sola lettera, minimale, ma che cambiava tutto. Infatti, il primo termine (homoousion) significa “della stessa sostanza”, il secondo termine (homoiousion) significa “simile in essenza”. Traducendo si capisce quanto la differenza non sia di poco conto.
Mentre molti vescovi si lasciarono convincere da questo compromesso terminologico, che era cedimento sulla dottrina, sant’Atanasio tenne fermo, resistette come un leone.

Subì l’esilio per ben cinque volte, ma non cedette. E –come si suol dire- non era tipo che la mandasse a dire né che parlasse alle spalle. Si sentiva il dovere di difendere le anime per cui non lesinò un linguaggio polemico per mostrare a tutti quanto fossero in errore e quanto fossero pericolosi i semiariani,che invece agli occhi di molti sembravano innocui. Se la prendeva anche con chi voleva accettare il compromesso dottrinale. Sentite cosa diceva a riguardo: “Volete essere figli della luce, ma non rinunciate ad essere figli del mondo. Dovreste credere alla penitenza, ma voi credete alla felicità dei tempi nuovi. Dovreste parlare della Grazia, ma voi preferite parlare del progresso umano. Dovreste annunciare Dio, ma preferite predicare l’uomo e l’umanità. Portare il nome di Cristo, ma sarebbe più giusto se portaste il nome di Pilato. Siete la grande corruzione, perché state nel mezzo. Volete stare nel mezzo tra la luce e il mondo. Siete maestri del compromesso e marciate col mondo. Io vi dico: fareste meglio ad andarvene col mondo ed abbandonare il Maestro, il cui regno non è di questo mondo”.

Nel 335 a Tiro, in Palestina, fu convocato un sinodo per dirimere la controversia e dunque per decidere quale atteggiamento avere nei confronti di ciò che affermava sant’Atanasio. Il concilio definì il Vescovo di Alessandria con questi termini: “arrogante”, “superbo” e “uomo che vuole la discordia”. Il papa Giulio I (?-352) cercò di difenderlo, ma poi di lì a non molto morì e il povero sant’Atanasio fu nuovamente attaccato.

Intanto anche il potere politico si accaniva contro di lui: l’imperatore Costanzo l’odiava. Fu convocato un concilio ad Arles e qui si costrinsero i vescovi a sottoscrivere una condanna di sant’Atanasio. Chi si opponeva difendendolo veniva mandato in esilio, fu il caso di Paolino di Treviri. Stessa sorte toccò anche al papa legittimo Liberio (?-366), che venne sostituito da un antipapa, Felice.

Fu allora che accadde ciò che viene ricordato come “caduta” di un papa. Liberio, per ottenere il potere e tornare a Roma come papa legittimo, decise anch’egli di accettare l’ambigua definizione semiariana, eppure fino ad allora si era distinto per una convinta definizione dell’homoosius del Concilio di Nicea.

Altri concili segnarono il trionfo dell’eresia: quelli non ecumenici di Rimini e di Seleucia, siamo nel 359. Ma era prevedibile che, per come era stato trattato sant’Atanasio e soprattutto per come era stata rinnegata la vera fede, il castigo fosse alle porte. All’imperatore Costanzo, morto nel 360, successe Giuliano detto “l’apostata” (330-363), che arrivò a ripudiare il battesimo cercando di restaurare il paganesimo.

Non passò molto tempo e il nuovo imperatore Valente, così come il nuovo papa Damaso, capirono che sant’Atanasio aveva ragione e lo riabilitarono. L’intrepido difensore della fede cattolica morì il 2 maggio del 373.

Ancora due cose vanno messe in rilievo. La prima: ai tempi di sant’Atanasio a difendere la fede ci fu solo lui e una piccola comunità, i vescovi dell’Egitto e della Libia. Solo loro seppero mantenere accesa la luce della fede. La seconda: è significativo che colui che combatté da solo contro l’eresia ariana, non fu mai un teologo. La sua grande sapienza teologica, più che dagli studi, gli venne dall’incontro con i suoi maestri cristiani che testimoniarono il martirio durante le persecuzioni di Diocleziano; e soprattutto dall’incontro con il grande sant’Antonio. Ario, invece, raccoglieva consenso per la sua grande preparazione biblica e teologica. Era insomma come tanti teologi che oggi vanno per la maggiore nei dibattiti, nelle prime pagine dei quotidiani e nei talk-show televisivi.

Atanasio però sapeva quanto qui stesse l’insidia del demonio. Nella sua celebreVita di Antonio riporta un insegnamento del suo grande maestro: “(…) i demoni sono astuti e pronti a ricorrere ad ogni inganno e ad assumere altre sembianze. Spesso fingono di cantare i salmi senza farsi vedere e citano le parole della Scritture. (…). A volte assumono sembianze di monaci, fingono di parlare come uomini di fede per trarci in inganno mediante un aspetto simile al nostro e poi trascinano dove vogliono le vittime dei loro inganni”.

Le parole di Sant'Atanasio
"Che Dio vi consoli! ... Quello che rattrista ... è il fatto che gli altri hanno occupato le chiese con violenza, mentre in questo periodo voi vi trovate fuori. E' un dato di fatto che hanno la sede, ma voi avete la fede apostolica.
Possono occupare le nostre chiese, ma sono al di fuori della vera fede. Voi rimanete al di fuori dei luoghi di culto, ma la fede abita in voi.
Vediamo: che cosa è più importante, il luogo o la fede? La vera fede, ovviamente: Chi ha perso e chi ha vinto in questa lotta - quella che mantiene la sede o chi osserva la fede?
È vero, gli edifici sono buoni, quando vi è predicata la fede apostolica; essi sono santi, se tutto vi si svolge in modo santo... Voi siete quelli che sono felici, voi che rimanete dentro la Chiesa per la vostra fede, che mantenete salda nei fondamenti come sono giunti fino a voi dalla tradizione apostolica, e se qualche esecrabile gelosamente cerca di scuoterla in varie occasioni, non ha successo. Essi sono quelli che si sono staccati da essa nella crisi attuale.
Nessuno, mai, prevarrà contro la vostra fede, amati fratelli, e noi crediamo che Dio ci farà restituire un giorno le nostre chiese.
Quanto i più violenti cercano di occupare i luoghi di culto, tanto più essi si separano dalla Chiesa.
Essi sostengono che rappresentano la Chiesa, ma in realtà sono quelli che sono a loro volta espulsi da essa e vanno fuori strada.

Anche se i cattolici fedeli alla tradizione sono ridotti a una manciata, sono loro che sono la vera Chiesa di Gesù Cristo
".

domenica 22 agosto 2021

 


PIA CONFEDERAZIONE TRIARI
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"instaurare omnia in Christo" San Pio X 4 ottobre 1903    

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OPERIAMO AFFINCHE TUTTI I POPOLI DELLA TERRA DIVENTINO  SCHIAVI DEL DIO DI ISRAELE  - "RESTAURARE OMNIA IN CRHISTO"

Dal libro del profeta Sofonia 3, 8-20


Aspettatemi - parola del Signore - quando mi leverò per accusare, perché ho decretato di adunare le genti, di convocare i regni, per riversare su di essi la mia collera, tutta la mia ira ardente: poiché dal fuoco della mia gelosia sarà consumata tutta la terra. Allora io darò ai popoli un labbro puro perché invochino tutti il nome del Signore e lo servano tutti sotto lo stesso giogo. Da oltre i fiumi di Etiopia fino all'estremo settentrione, i miei supplicanti mi porteranno offerte. In quel giorno non avrai vergogna di tutti i misfatti commessi contro di me, perché allora eliminerò da te tutti i superbi millantatori e tu cesserai di inorgoglirti sopra il mio santo monte. Farò restare in mezzo a te un popolo umile e povero; confiderà nel nome del Signore il resto d'Israele. Non commetteranno più iniquità e non proferiranno menzogna; non si troverà più nella loro bocca una lingua fraudolenta. Potranno pascolare e riposare senza che alcuno li molesti. Gioisci, figlia di Sion, esulta, Israele, e rallegrati con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! Il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tuo nemico. Re d'Israele è il Signore in mezzo a te, tu non vedrai più la sventura. In quel giorno si dirà a Gerusalemme: "Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia! Il Signore tuo Dio in mezzo a te è un salvatore potente. Esulterà di gioia per te, ti rinnoverà con il suo amore, si rallegrerà per te con grida di gioia, come nei giorni di festa". Ho allontanato da te il male, perché tu non abbia a subirne la vergogna. Ecco, in quel tempo io sterminerò tutti i tuoi oppressori. Soccorrerò gli zoppicanti, radunerò i dispersi, li porrò in lode e fama dovunque sulla terra sono stati oggetto di vergogna. In quel tempo io vi guiderò, in quel tempo vi radunerò e vi darò fama e lode fra tutti i popoli della terra, quando, davanti ai vostri occhi, ristabilirò le vostre sorti, dice il Signore. 

 BERGOGLIO  ANTIPAPA 

Il Diritto Canonico esige che le dimissioni siano sottoscritte dal Pontefice in maniera palese e chiara, nominando espressamente la rinuncia al Munus petrino. Qua non è mai successo! Il testo latino non contiene una frase simile, anche se poi hanno cercato di infilarcela nelle traduzioni nazionali... E si badi bene: un conclave che si svolge con un Papa ancora regnante è totalmente fuorilegge e dà origine ad un antipapa senza legittima autorità sulla vera Chiesa di Cristo.
Bergoglio è immagine del Falso Profeta di Apocalisse.
https://www.youtube.com/watch?v=5WyvTrDv4bg

sabato 21 agosto 2021

 

LA VISIONE GEOPOLITICA DI  GESU’ CRISTO

 NEI   TEMPI DELLA PANDEMIA

Possiamo affermare senza ombra di dubbio che il primo nemico che attentò alla vita  di  Gesù  Cristo sulla terra fu  Erode, un re che temeva di essere spodestato e  per precauzione decise di agire visto che gli riferivano segni strani che accadevano nel suo regno…. quindi Gesù Cristo trovò rifugio in Egitto e in seguito  visse 30 anni con i suoi genitori nel sistema geopolitico dell’ Impero romano sebbene molto distante . Potremmo anche leggere questo episodio da un punto di vista metafisico e vederci il potere di satana che capisce che sta per arrivare la sua ora ma usciremmo fuori dal fatto storico. .    Per tre anni visse con gli apostoli coi  quali ebbe molte incomprensioni perché non capivano la natura della sua missione durante il suo ministero, fino alla Risurrezione e discesa dello Spirito Santo sulla Terra . Cristo aveva una sua precisa  visione politica che non era quella degli zeloti e non era quella degli apostoli, per quelli di loro che  ne avesse   ancora una. E  quale poteva essere questa visone  politica ?  Qui le cose si complicano perché il piano di Dio sulla terra che attraversa tutti i secoli  è stato  già stabilito con precisione millimetrica solo che noi lo conosciamo a tendoni . Per capire cosa avesse in mente Gesù Cristo  dobbiamo rifarci al libro della Genesi perché li è delineata tutta la  storia politica mondiale attraverso i secoli sulla terra . Dio conosce il numero degli  abitanti che popoleranno la terra attraverso  tutti i secoli, un  numero che è immenso e ha anche disposto che abbiano le necessarie conoscenze scientifiche di epoca in epoca per potersi sfamare e governare con mezzi tecnici sempre più efficaci in grado di dominare tutti i viventi  con  sempre nuove risorse secondo il numero degli abitanti . In Genesi  Gesù Cristo comanda all ‘uomo di moltiplicarsi e riempire la terra,tutta la terra,e  dominarla lui stesso per conto Suo.. Poi però successe che loro aumentano di numero  e in un altro passo si dice :  Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro delle figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli a loro scelta.

Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni» [4]

Questa moltiplicazione degli uomini a cui nacquero figlie da Lui stessa voluta e  comandata, non dovette essere nella linea politica  di Dio    perchè pare,  da questo passo  scritturistico , che non c’era nessun matrimonio e non avveniva in maniera etica , ma ognuno, anche i piu devoti a Dio i figlio di Dio  , ne prendevano do mogli per soddisfare i loro sensi  quante ne volevano senza nessun dovere , a loro scelta come si fa con gli animali che si comprano. Quindi e cco che mentre si moltiplicavano secondo l’ ordine voluto da Dio si arrivò ad un mondo perverso, dedito al piacere, al potere e al possesso delle cose. C’ era la necessità di una Legge che avesse regolato quel numero di uomini che popolavano la terra in quel periodo storico e questa legge fungesse da battistrada , da stella polare  come guida politica secondo una giustizia giusta   . Ecco che Dio manda il Diluvio Universale per distruggere tutto e  per mettere fine a tanta empietà e ricominciare con una nuova umanità ma  già  con la prospettiva di una legge perché in seguoto durà  “ il sangue dell’ uomo, dall uomo sara sparso “. Dio quasi si pente di quello che aveva fatto e stabilisce che la giustizia sulla terra concorra ad aministrarla l’ uomo stesso.  Non solo, ma cambia il loro DNA e gli pone un termine (un timer interno)  relativamente breve di durata della loro vita . Lo programma perché non andasse la loro vita oltre i 120 anni per permettere, pensiamo, un ricambio generazionale più abbondante e razionale . Pensiamo ad un campo,dove potremmo fare un raccolto all’anno,oppure tre o quattro,volendo,cosi Dio fa con la creazione delle creature . Ma in tutta questa storia ciclopica c’è una figura tremenda  che tenta di porre ostacoli non in maniera diretta contro Dio, ma nelle opere che Lui vuole realizzare.  Si frappone, ma invano.  Ora nell ‘epoca della pandemia, simile al tempo del diluvio, l‘uomo ha dimenticato il piano politico di Dio sull’ umanità. Perché  Dio non stabilisce solo un piano di Salvezza dal peccato con la sua Chiesa, ma un piano politico che  coincide perfettamente con quello  storico dell’ uomo sulla terra attraverso tutte le epoche . Dio ha stabilito che tutti i popoli dovranno servire Suo Figlio  Gesù Cristo sulla terra , tutti i popoli e spariranno tutte le religioni.  Nel   vangelo fa accenni a questo piano che viene da lontano, ma non ne parla specificatamente . perché ha di mira un altro piano, che è quello della salvezza . Lui parla di altro e non di politica  perché dice ai giudei : “avete la legge e i profeti”, quella è regola della politica delle nazioni sulla terra . Il Padre lo ha già dato ,Lui ora  guarda ad altro. Bisogna solo che gli uomini  seguano quelle regole per la politica , non altro. Il resto viene dal maligno.

FINALITA' DEL MOVIMENTO 

 

MOVIMENTO POLITICO - RELIGIOSO DI RISCOSSA CATTOLICA - PIA CONFEDERAZIONE TRIARI https://twitter.com/aloisiowrm. Si accettano contributi di aiuto spirituale ed economico. Siamo i TRIARI. Iscriviti -seguici - IBAN IT26H3608105138287867787889 accettiamo lasciti,donazioni,eredità,aziende ,terreni ,mezzi aerei di trasporto ......non odiamo la proprietà.....per fini apostolici. " Siamo i Benedettini del nuovo millennio, come loro vi affidiamo le vostre terre e vi indichiamo il fine da raggiungere , perchè il nostro fine è cattolicizzare il mondo secondo i piani divini.

DIVINE GEOTHEOLOGY AND THE CHRISTIAN FUTURE To explain this new vision of the universe and the world, we have had to devise a new branc...