sabato 27 giugno 2026

La chiamata (a «scomunica» avvenuta) del Card. Oddi e «certi laici carini» favorevoli alle consacrazioni ma non troppo: ecco la parole nette di Mons. Lefebvre 27 Giugno 2026 | Attualità La chiamata (a «scomunica» avvenuta) del Card. Oddi e «certi laici carini» favorevoli alle consacrazioni ma non troppo: ecco la parole nette di Mons. Lefebvre Riprendiamo il testo della conferenza tenuta durante un ritiro sacerdotale a Ecône il 6 settembre 1990. Pubblicato originariamente in Fideliter n. 87, maggio-giugno 1992. Due anni dopo le Consacrazioni Episcopali del 1988, l’Arcivescovo Marcel Lefebvre tenne questo discorso ai suoi sacerdoti. Il testo è tradotto a nostra cura a partire dalla versione inglese del distretto USA. Ovviamente, trattandosi di una serie di dichiarazioni a braccio tradotte, bisogna guardare alla sostanza del pensiero espresso e non alle singole parole delle citazioni. Il problema Riguardo al futuro, vorrei dire qualche parola su questioni che i laici potrebbero porvi, domande che spesso mi vengono rivolte da persone che non sanno molto di ciò che sta accadendo nella Fraternità, come ad esempio: “I rapporti con Roma sono interrotti? È tutto finito?”. Una soluzione leggera Ho ricevuto qualche settimana fa, forse tre settimane fa, un’ennesima telefonata dal Cardinale Oddi: “Ebbene, Eccellenza, non c’è proprio modo di sistemare le cose, nessun modo?”. Ho risposto: “Dovete cambiare, tornare alla Tradizione. Non è una questione di Liturgia, è una questione di Fede”. Il cardinale ha protestato: “No, no, non è una questione di Fede, no, no. Il Papa è pronto e disposto a ricevervi. Solo un piccolo gesto da parte vostra, una piccola richiesta di perdono e tutto sarà sistemato”. Questo è proprio da Cardinale Oddi. Ma non porta da nessuna parte. Da nessuna parte. Non capisce nulla, o non vuole capire nulla. Nulla. Purtroppo, lo stesso vale per i nostri quattro cardinali più o meno tradizionali: i Cardinali Palazzini, Stickler, Gagnon e Oddi. Non hanno peso, nessuna influenza a Roma, hanno perso ogni influenza; ormai sono buoni solo a celebrare ordinazioni per la Fraternità di San Pietro, ecc. Non portano da nessuna parte. Da nessuna parte. Il problema di peso Nel frattempo il problema rimane grave, molto, molto grave. Non dobbiamo assolutamente minimizzarlo. Ecco come dobbiamo rispondere ai laici che pongono domande come: “Quando finirà la crisi? Stiamo arrivando a qualcosa? Non c’è un modo per ottenere il permesso per la nostra liturgia, per i nostri sacramenti?”. Certamente la questione della liturgia e dei sacramenti è importante, ma non è la più importante. La questione più importante è la questione della Fede. Questa questione non è risolta a Roma. Per noi è risolta. Abbiamo la Fede di sempre, la Fede del Catechismo del Concilio di Trento, del Catechismo di San Pio X, quindi la Fede della Chiesa, di tutti i Concili della Chiesa, di tutti i papi precedenti al Vaticano II. Ora la Chiesa ufficiale sta perseverando, potremmo dire ostinatamente, nelle false idee e nei gravi errori del Vaticano II, questo è ben chiaro. Padre Tam ci sta inviando dal Messico una serie di copie di un lavoro che sta svolgendo, un lavoro molto interessante, perché sta raccogliendo ritagli dell’Osservatore Romano, quindi ritagli del giornale ufficiale di Roma con i discorsi del Papa, del Cardinale Casaroli e del Cardinale Ratzinger, testi ufficiali della Chiesa e così via. È interessante, perché tali documenti di pubblico dominio sono inconfutabili, essendo pubblicati dall’Osservatore Romano, quindi non c’è da dubitare della loro autenticità. La nostra è una lotta antica Ebbene, questi testi sono sbalorditivi, del tutto sbalorditivi! Tra poco vi citerò alcuni testi. È incredibile. Nelle ultime settimane (visto che ora sono disoccupato!) ho passato un po’ di tempo a rileggere il libro di Emmanuel Barbier sul cattolicesimo liberale. Ed è impressionante vedere come la nostra lotta attuale sia esattamente la stessa lotta che veniva combattuta allora dai grandi cattolici del XIX secolo, all’indomani della Rivoluzione Francese, e dai papi Pio VI, Pio VII, Pio VIII, Gregorio XVI, Pio IX, Leone XIII e così via, Pio X, fino a Pio XII. La loro lotta è riassunta nell’enciclica Quanta Cura con il Syllabus di Pio IX, e nella Pascendi Dominici Gregis di Pio X. Questi sono i due grandi documenti, sensazionali e scioccanti per l’epoca, che espongono l’insegnamento della Chiesa di fronte agli errori moderni, gli errori apparsi nel corso della Rivoluzione, specialmente nella Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. Questa è la lotta in cui ci troviamo in mezzo oggi. Esattamente la stessa lotta. Ci sono coloro che sono a favore del Syllabus e della Pascendi, e ci sono coloro che sono contro. È semplice. È chiaro. Coloro che sono contro stanno adottando i principi della Rivoluzione Francese, gli errori moderni. Coloro che sono a favore del Syllabus e della Pascendi rimangono all’interno della vera Fede, all’interno della dottrina cattolica. Ora sapete benissimo che il Cardinale Ratzinger ha detto che, per quanto lo riguarda, il Vaticano II è “un anti-Syllabus”. Con ciò il cardinale si è collocato chiaramente tra coloro che sono contro il Syllabus. Se dunque è contro il Syllabus, sta adottando i principi della Rivoluzione. Inoltre, prosegue dicendo chiaramente: “In verità, abbiamo ora assorbito nell’insegnamento della Chiesa, e la Chiesa si è aperta a principi che non sono suoi ma che provengono dalla società moderna”, cioè, come tutti capiscono, i principi del 1789, i Diritti dell’Uomo. Noi ci troviamo esattamente dove si trovavano il Cardinale Pie, il Vescovo Freppel, Louis Veuillot e il deputato Keller in Alsazia, il Cardinale Mermillod in Svizzera, che combatterono la buona battaglia insieme alla grande maggioranza dei vescovi di allora. A quel tempo ebbero la fortuna di avere la grande maggioranza dei vescovi dalla loro parte. Il Vescovo Dupanloup e i pochi vescovi in Francia che lo seguirono erano mosche bianche. I pochi vescovi in Germania, i pochi in Italia, che si opponevano apertamente al Syllabus, e in effetti si opponevano a Pio IX, erano l’eccezione piuttosto che la regola. Ma ovviamente c’erano le forze della Rivoluzione, gli eredi della Rivoluzione, e c’era la mano tesa da Dupanloup, Montalembert, Lamennais e altri, che offrirono la loro mano alla Rivoluzione e che non vollero mai invocare i diritti di Dio contro i diritti dell’uomo — “Chiediamo solo i diritti di ogni uomo, i diritti condivisi da tutti, condivisi da tutti gli uomini, condivisi da tutte le religioni, non i diritti di Dio”, dicevano questi liberali. Non dobbiamo vacillare Ebbene, ci troviamo nella stessa situazione. Non dobbiamo farsi illusioni. Di conseguenza, siamo nel pieno di una grande lotta, una grande lotta. Stiamo combattendo una lotta garantita da un’intera linea di Papi. Pertanto, non dovremmo avere esitazioni o timori, esitazioni del tipo: “Perché dovremmo andare per conto nostro? Dopotutto, perché non unirsi a Roma, perché non unirsi al Papa?”. Sì, se Roma e il Papa fossero in linea con la Tradizione, se stessero portando avanti l’opera di tutti i Papi del XIX e della prima metà del XX secolo, certamente. Ma loro stessi ammettono di aver intrapreso una nuova strada. Loro stessi ammettono che una nuova era è iniziata con il Vaticano II. Ammettono che si tratta di una nuova tappa nella vita della Chiesa, del tutto nuova, basata su nuovi principi. Non c’è bisogno di discutere il punto. Lo dicono loro stessi. È chiaro. Penso che dobbiamo insistere su questo punto con la nostra gente, in modo tale che si rendano conto della loro unità con l’intera storia della Chiesa, che va ben oltre la Rivoluzione. Certamente. È la lotta della Città di Satana contro la Città di Dio. Chiaramente. Quindi non dobbiamo preoccuparci. Dobbiamo, dopotutto, confidare nella grazia di Dio. “Cosa succederà? Come andrà a finire?”. Questo è il segreto di Dio. Un mistero. Ma che dobbiamo combattere le idee attualmente di moda a Roma, che escono dalla bocca stessa del Papa, dalla bocca del Cardinale Ratzinger, dalla bocca del Cardinale Casaroli, del Cardinale Willebrands e di quelli come loro, è chiaro, chiarissimo, poiché non fanno altro che ripetere il contrario di ciò che i Papi hanno detto e solennemente dichiarato per 150 anni. Dobbiamo scegliere, come dissi a Papa Paolo VI: “Dobbiamo scegliere tra voi e il Concilio da un lato, e i vostri predecessori dall’altro; o con i vostri predecessori che hanno enunciato l’insegnamento della Chiesa, o con le novità del Vaticano II”. Risposta: “Ah, questo non è il momento di entrare nella teologia, non entriamo nella teologia adesso”. È chiaro. Pertanto non dobbiamo vacillare per un solo istante. Una falsa carità E non dobbiamo vacillare nemmeno per un istante nel non stare con coloro che ci stanno tradendo. Alcune persone ammirano sempre l’erba del giardino del vicino. Invece di guardare ai loro amici, ai difensori della Chiesa, a coloro che combattono sul campo di battaglia, guardano ai nostri nemici dall’altra parte. “Dopotutto, dobbiamo essere caritatevoli, dobbiamo essere gentili, non dobbiamo dividere, dopotutto celebrano la Messa tridentina, non sono così cattivi come dicono tutti” – ma ci stanno tradendo – ci stanno tradendo! Stanno stringendo la mano ai distruttori della Chiesa. Stanno stringendo la mano a persone che sostengono idee moderniste e liberali condannate dalla Chiesa. Quindi stanno facendo il lavoro del diavolo. Così, coloro che erano con noi e lavoravano con noi per i diritti di Nostro Signore, per la salvezza delle anime, ora dicono: “Finché ci concedono la vecchia Messa, possiamo stringere la mano a Roma, nessun problema”. Ma stiamo vedendo come va a finire. Si trovano in una situazione impossibile. Impossibile. Non si può al tempo stesso stringere la mano ai modernisti e continuare a seguire la Tradizione. Non è possibile. Non è possibile. Ora, rimanere in contatto con loro per farli tornare, per convertirli alla Tradizione, sì, se volete, questo è il giusto tipo di ecumenismo! Ma dare l’impressione che, dopotutto, quasi ci si penta di una rottura, che piaccia parlare con loro? In nessun modo! Queste sono persone che ci definiscono tradizionalisti simili a cadaveri, dicono che siamo rigidi come cadaveri, che la nostra non è una Tradizione viva, che siamo tristi in volto, che la nostra è una triste Tradizione! Incredibile! Inimmaginabile! Che tipo di rapporti si possono avere con persone del genere? Questo è ciò che ci crea problemi con certi laici, che sono persone molto carine, bravissime persone, tutte a favore della Fraternità, che hanno accettato le Consacrazioni, ma che hanno una sorta di profondo rimpianto per il fatto di non essere più con le persone con cui stavano prima, persone che non hanno accettato le Consacrazioni e che ora sono contro di noi. “È un peccato che siamo divisi”, dicono, “perché non incontrarsi con loro? Andiamo a bere qualcosa insieme, tendiamo loro la mano” – questo è un tradimento! Coloro che dicono questo danno l’impressione che, al minimo cenno, passerebbero dall’altra parte per unirsi a coloro che ci hanno lasciato. Devono decidersi. Non possiamo scendere a compromessi Questo è ciò che ha ucciso la cristianità, in tutta Europa, non solo la Chiesa in Francia, ma la Chiesa in Germania, in Svizzera – questo è ciò che ha permesso alla Rivoluzione di stabilirsi. Sono stati i liberali, sono stati coloro che hanno teso la mano a persone che non condividevano i loro principi cattolici. Dobbiamo decidere se anche noi vogliamo collaborare alla distruzione della Chiesa e alla rovina della Regalità Sociale di Cristo Re, o se siamo risoluti a continuare a lavorare per la Regalità di Nostro Signore Gesù Cristo? Tutti coloro che desiderano unirsi a noi e lavorare con noi, Deo gratias, li accogliamo, da qualunque parte provengano, questo non è un problema; ma che vengano con noi, che non dicano di andare per una strada diversa al fine di tenere compagnia ai liberali che ci hanno lasciato e al fine di lavorare con loro. Non è possibile. I cattolici per tutto il XIX secolo sono stati lacerati, letteralmente lacerati, sul Syllabus: a favore, contro, a favore, contro. E ricordate in particolare cosa accadde al Conte di Chambord. Fu criticato per non aver accettato di essere fatto re di Francia dopo la Rivoluzione del 1870 in Francia per il motivo di cambiare la bandiera francese. Ma non era tanto una questione di bandiera. Piuttosto, rifiutò di sottomettersi ai principi della Rivoluzione. Disse: “Non acconsentirò mai a essere il re legittimo della Rivoluzione”. Aveva ragione! Perché sarebbe stato votato dal paese, votato dal Parlamento francese, ma a condizione di accettare di essere un re parlamentare, e quindi di accettare i principi della Rivoluzione. Disse: “No. Se devo essere re, sarò re come lo erano i miei antenati, prima della Rivoluzione”. Aveva ragione. Bisogna scegliere. Scelse di rimanere con il Papa e con i principi pre-rivoluzionari. Anche noi abbiamo scelto di essere controrivoluzionari, di rimanere con il Syllabus, di essere contro gli errori moderni, di rimanere con la Verità cattolica, di difendere la Verità cattolica. Abbiamo ragione! Il Vaticano II è profondamente errato Questa lotta tra la Chiesa e i liberali e il modernismo è la lotta sul Vaticano II. È semplice come questo. E le conseguenze sono di vasta portata. Più si analizzano i documenti del Vaticano II, e più si analizza la loro interpretazione da parte delle autorità della Chiesa, più ci si rende conto che ciò che è in gioco non sono semplicemente errori superficiali, qualche sbaglio, l’ecumenismo, la libertà religiosa, la collegialità, un certo liberalismo, bensì una perversione totale della mente, un’intera nuova filosofia basata sulla filosofia moderna, sul soggettivismo. Un libro appena pubblicato da un teologo tedesco è estremamente istruttivo. Mostra come il pensiero del Papa, specialmente in un ritiro che ha predicato al Vaticano, sia soggettivista dall’inizio alla fine, e quando poi si leggono i suoi discorsi, ci si rende conto che in effetti quello è il suo pensiero. Potrebbe apparire cattolico, ma cattolico non è. No. La nozione di Dio del Papa, la nozione di Nostro Signore del Papa, nascono dal profondo della sua coscienza, e non da una rivelazione oggettiva alla quale egli aderisce con la sua mente. No. Egli costruisce la nozione di Dio. Ha detto recentemente in un documento – incredibile – che l’idea della Trinità avrebbe potuto sorgere solo molto tardi, perché la psicologia interiore dell’uomo doveva essere capace di definire la Trinità. Quindi l’idea della Trinità non è venuta da una rivelazione dall’esterno, è venuta dall’interno della coscienza dell’uomo, è scaturita dall’interno dell’uomo, è venuta dalle profondità della coscienza dell’uomo! Incredibile! Una versione totalmente diversa della Rivelazione, della Fede, della filosofia! Molto grave! Una perversione totale! Come usciremo da tutto questo, non ne ho idea, ma in ogni caso è un fatto, e come mostra questo teologo tedesco (che ha, credo, altre due parti del suo libro da scrivere sul pensiero del Santo Padre), è veramente spaventoso. Quindi, non sono piccoli errori. Non abbiamo a che fare con bazzecole. Siamo dentro una linea di pensiero filosofico che risale a Kant, a Cartesio, a tutta la linea di filosofi moderni che hanno preparato la strada alla Rivoluzione. L’ecumenismo di Papa Giovanni Paolo II Lasciatemi darvi alcune citazioni relativamente recenti, per esempio, sull’ecumenismo, dall’Osservatore Romano del 2 giugno 1989, quando il Papa era in Norvegia: “La mia visita nei paesi scandinavi è una conferma dell’interesse della Chiesa cattolica per l’opera dell’ecumenismo, che è quella di promuovere l’unità tra i cristiani, tra tutti i cristiani. Venticinque anni fa il Concilio Vaticano II ha insistito chiaramente sull’urgenza di questa sfida per la Chiesa. I miei predecessori hanno perseguito questo obiettivo con attenzione perseverante, con la grazia dello Spirito Santo che è la fonte divina e la garanzia del movimento ecumenico. Fin dall’inizio del mio pontificato, ho fatto dell’ecumenismo la priorità della mia sollecitudine pastorale”. È chiaro. Ora, quando si legge una quantità di documenti sull’ecumenismo – fa un discorso dopo l’altro sull’ecumenismo perché riceve una delegazione dopo l’altra dagli ortodossi, da tutte le religioni, da tutte le sette, quindi l’argomento è sempre ecumenismo, ecumenismo, ecumenismo. Ma non ottiene nulla – il risultato finale è stato il nulla, un bel nulla, se non al contrario il rassicurare i non cattolici nei loro errori senza cercare di convertirli, il confermarli nel loro errore. La Chiesa non ha fatto progressi, non il minimo progresso, con questo ecumenismo. Quindi tutto ciò che dice è un vero e proprio guazzabuglio: “comunione”, “avvicinamento”, “desiderio di un’imminente perfetta comunione”, “speranza di comunicare presto nel sacramento”, “nell’unità”, e così via – un guazzabuglio. Nessun progresso reale. Non possono progredire in questo modo. Impossibile. L’umanesimo del Cardinale Casaroli Prendiamo poi il Cardinale Casaroli, dall’Osservatore Romano del febbraio 1989, mentre parla alla Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti dell’Uomo – guardate un po’ che discorso è! “Nel rispondere con grande piacere all’invito rivoltomi a venire davanti a voi, e portandovi l’incoraggiamento della Santa Sede, desidero soffermarmi per qualche istante, come tutti voi comprenderete, su un aspetto specifico della libertà fondamentale di pensiero e di azione in conformità con la propria coscienza, la libertà religiosa”. Cose del genere che escono dalla bocca di un arcivescovo! Libertà di pensiero e di azione secondo la propria coscienza, quindi libertà religiosa! “Giovanni Paolo II non ha esitato a dichiarare lo scorso anno, in un messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, che la libertà religiosa costituisce una pietra angolare nell’edificio dei diritti dell’uomo. La Chiesa cattolica e il suo Sommo Pastore, che ha fatto dei diritti dell’uomo uno dei temi principali della sua predicazione, non hanno mancato di ricordare che in un mondo fatto dall’uomo, e per l’uomo…” – parole del Cardinale Casaroli stesso! – “…l’intera organizzazione della società ha senso solo in quanto fa della dimensione umana una preoccupazione centrale”. Dio? Dio? Nessuna dimensione divina nell’uomo! È agghiacciante! Paganesimo! Agghiacciante! Poi prosegue: “Ogni uomo e tutto l’uomo, questa è la preoccupazione della Santa Sede; tale, senza dubbio, è anche la vostra”. Cosa si può fare con persone del genere? Cosa abbiamo in comune con persone del genere? Nulla! Impossibile. La via d’uscita del Cardinale Ratzinger Passiamo al nostro ben noto Cardinale Ratzinger, che ha fatto l’osservazione secondo cui il documento del Vaticano II Gaudium et Spes era un Contro-Syllabus. Egli trova tuttavia imbarazzante aver fatto una simile osservazione, perché la gente gliela cita continuamente contro, come critica: “Avete detto che il Vaticano II è un Contro-Syllabus! Ehi, un momento, questo è grave!”. Così ha trovato una spiegazione. L’ha fornita proprio poco tempo fa, il 27 giugno 1990. Sapete che Roma ha recentemente emesso un importante documento per spiegare il rapporto tra il Magistero e i teologi. Con tutti i problemi che i teologi stanno causando loro da tutte le parti, Roma non sa più cosa fare, quindi devono cercare di tenere in riga i teologi senza colpirli troppo duramente, perciò vanno avanti per pagine e pagine e pagine in questo documento. Ora, nella presentazione del documento, il Cardinale Ratzinger ci offre il suo pensiero sulla possibilità di dire il contrario di ciò che i Papi hanno precedentemente deciso cento anni fa o giù di lì. L’Istruzione sulla vocazione ecclesiale del teologo, dice il cardinale, “afferma per la prima volta con tale chiarezza…” – e in effetti penso che sia vero! — “…che vi sono decisioni del Magistero che non possono essere e non intendono essere l’ultima parola sulla questione in quanto tale, ma sono un sostanziale ancoraggio al problema…” – ah, il cardinale è un furbone! Quindi ci sono decisioni del Magistero (e non decisioni qualunque!) che non possono essere l’ultima parola sulla questione in quanto tale, ma sono semplicemente un sostanziale ancoraggio al problema! Il cardinale continua: “…e sono prima di tutto un’espressione di prudenza pastorale, una sorta di disposizione provvisoria…” – Ascoltate! Decisioni definitive della Santa Sede che vengono trasformate in disposizioni provvisorie! Il cardinale prosegue: “…Il loro nucleo rimane valido, ma i singoli dettagli influenzati dalle circostanze del tempo possono necessitare di ulteriore rettifica. A questo proposito si può fare riferimento alle dichiarazioni dei Papi del secolo scorso sulla libertà religiosa, così come alle decisioni anti-moderniste all’inizio di questo secolo, specialmente le decisioni della Commissione Biblica di quel tempo…”. Il magistero dissolto Quelle sono le decisioni che il cardinale non ha potuto digerire! Quindi tre dichiarazioni definitive del Magistero possono essere messe da parte perché erano solo “provvisorie”! Ascoltate il cardinale, che prosegue dicendo che queste decisioni anti-moderniste della Chiesa hanno reso un grande servizio a loro tempo “mettendo in guardia contro adattamenti affrettati e superficiali”, e “impedendo alla Chiesa di affondare nel mondo borghese-liberale… Ma i dettagli delle determinazioni dei loro contenuti furono in seguito sospesi una volta che ebbero svolto il loro dovere pastorale in un momento particolare” (L’Osservatore Romano, edizione inglese, 2 luglio 1990, p. 5). Quindi voltiamo pagina e non parliamone più! Vedete dunque come il cardinale si è sottratto all’accusa di essersi spinto un po’ troppo oltre quando definisce il Vaticano II un Anti-Syllabus, quando si oppone alle decisioni papali e al Magistero del passato? Ha trovato la via d’uscita! – “…il nucleo rimane valido…” — quale nucleo? Nessuna idea! -“…ma i singoli dettagli influenzati dalle circostanze del tempo possono necessitare di ulteriore rettifica…” – ed ecco fatto, è fuori dalle sue difficoltà! Servitori del globalismo Quindi, in conclusione, o siamo gli eredi della Chiesa cattolica, cioè di Quanta Cura, di Pascendi, con tutti i Papi fino al Concilio e con la grande maggioranza dei vescovi prima del Concilio, per il regno di Nostro Signore Gesù Cristo e per la salvezza delle anime; oppure siamo gli eredi di coloro che si sforzano, anche a prezzo di rompere con la Chiesa cattolica e la sua dottrina, di riconoscere i principi dei Diritti dell’Uomo, basati su una vera e propria apostasia, al fine di ottenere un posto come servitori nel Governo Mondiale Rivoluzionario. Questo è quanto. Riusciranno a ottenere un posto abbastanza buono come servitori nel Governo Mondiale Rivoluzionario perché, dicendo di essere a favore dei Diritti dell’Uomo, della libertà religiosa, della democrazia e dell’uguaglianza umana, chiaramente meritano che venga data loro una posizione come servitori nel Governo Mondiale. La nostra forza è nel Signore Penso che se vi dico queste cose, è per collocare la nostra lotta nel suo contesto storico. Non è iniziata con il Vaticano II, ovviamente. Va molto più indietro. È una lotta dura, molto dolorosa, il sangue è scorso in questa lotta, e in quantità! E poi le persecuzioni, la separazione tra Chiesa e Stato, religiosi e suore spinti all’esilio, il sequestro dei beni della Chiesa, e così via, e non solo in Francia ma anche in Svizzera, in Germania, in Italia – l’occupazione degli Stati Pontifici che ha ricacciato il Papa in Vaticano – abominazioni contro il Papa, spaventose! Ebbene, stiamo noi con tutti questi innovatori, e contro la dottrina professata dai Papi, contro la loro voce alzata in segno di protesta per difendere i diritti della Chiesa, i diritti di Nostro Signore, per difendere le anime? Penso che abbiamo davvero una forza e una base su cui poggiare che non provengono da noi, e questo è ciò che c’è di buono – non è la nostra lotta, è la lotta di Nostro Signore, che la Chiesa ha portato avanti. Quindi non possiamo vacillare. O siamo per la Chiesa, o siamo contro la Chiesa e per la nuova Chiesa conciliare che non ha nulla a che fare con la Chiesa cattolica, o ne ha sempre meno a che fare. Infatti, quando il Papa parlava dei Diritti dell’Uomo, all’inizio alludeva anche ai doveri degli uomini, ma non più. Non più. I Diritti dell’Uomo, e questa insistenza su tutto per l’uomo, tutto dall’uomo. Veramente agghiacciante! La Fraternità combatte ancora Ho voluto esporre alcuni di questi pensieri per voi, affinché vi fortifichiate e vi rendiate conto della lotta che state portando avanti. Con la grazia di Dios, perché è evidente che non saremmo più in vita se il Buon Dio non fosse con noi. Questo è chiaro. Ci sono state almeno quattro o cinque occasioni in cui la Fraternità San Pio X avrebbe dovuto scomparire. Ebbene, eccoci qui, ancora, grazie a Dio! E perbacco, andiamo avanti. Saremmo dovuti scomparire specialmente al tempo delle Consacrazioni nel 1988. Così ci era stato detto in anticipo. Tutti i profeti di sventura, e anche tra coloro che ci erano vicini, dicevano: “No, no, Eccellenza, non lo fate, quella è la fine della Fraternità, potete esserne certi, ve lo assicuriamo, è la fine, sarà tutto finito, potete chiudere”. Eppure siamo sopravvissuti! No, il Buon Dio non vuole che la sua lotta giunga al termine, una lotta in cui ci sono stati molti martiri, i martiri della Rivoluzione e tutti coloro che sono stati martiri morali a forza delle persecuzioni subite nel corso del XIX secolo. Anche nel nostro secolo, San Pio X è stato un martire. Tutti questi eroi della Fede, i vescovi perseguitati, i conventi sequestrati, le suore esiliate; tutto questo deve essere stato niente? Tutta quella lotta deve essere stata una lotta per niente, una lotta invano? Una lotta che condanna coloro che ne furono le vittime? E martiri? Impossibile. Quindi ci troviamo presi nella stessa corrente, nella continuazione della stessa lotta, e ringraziamo Dio. La Fraternità perseguitata Che siamo perseguitati è ovvio. Come potremmo non essere perseguitati? Siamo gli unici a essere scomunicati. Nessun altro lo è. Siamo gli unici a essere perseguitati, anche nelle questioni materiali. Per esempio, i nostri colleghi svizzeri sono obbligati di nuovo a fare il servizio militare. Questa è persecuzione da parte del governo svizzero. In Francia stanno perseguitando il Distretto francese della Fraternità bloccando la consegna dei lasciti ereditari al Distretto, questo nel tentativo di soffocarci, tagliandoci le entrate. Questa è persecuzione, di quel tipo di cui la storia è piena, sta semplicemente continuando. E Dio trova la sua strada per aggirarla. Normalmente, il nostro Distretto francese avrebbe dovuto essere soffocato, e avremmo dovuto chiudere le nostre scuole, chiudere tutte le istituzioni che ci costano denaro, ma quella situazione dura ormai da più di due anni e la Provvidenza ha permesso che i nostri benefattori fossero generosi e che i fondi arrivassero, così siamo stati in grado di continuare nonostante questa iniqua persecuzione. Iniqua, perché la legge, lo stato della legge è dalla nostra parte. Ma c’è una lettera al Ministro francese da parte del Cardinale Lustiger che gli chiede di bloccare i nostri lasciti, e questa lettera non è venuta dal nulla, è stata scritta sotto l’influenza di Mons. Perl. È lui, l’anima dannata. È lui. Era tutto sorrisi quando è venuto per la Visita ufficiale della Fraternità nel 1987, ma è stato il genio del male di quella Visitazione. Pensava di averci in pugno quando ci ha tagliato i fondi! Quindi non dobbiamo preoccuparci, perché quando guardiamo dietro di noi, vediamo che non siamo ancora così sfortunati come quei cattolici espropriati all’inizio di questo secolo, che si ritrovarono in strada senza nulla. Questo potrebbe accaderci un giorno, non me lo auguro, ma più ci espandiamo, più susciteremo gelosia da parte di tutti coloro che non ci vogliono bene. Ma dobbiamo contare sul Buon Dio, sulla grazia del Buon Dio. Nessuna soluzione facile Cosa succederà? Non lo so. Forse la venuta di Elia! Proprio questa mattina leggevo nella Sacra Scrittura, Elia ritornerà e rimetterà tutto a posto! “Et omnia restituet” – “e restaurerà tutte le cose”. Perbacco, che venga subito! Non lo so. Ma umanamente parlando, al momento non c’è alcuna possibilità di un accordo tra Roma e noi. Qualcuno mi diceva ieri: “Ma se Roma accettasse i vostri vescovi e poi foste completamente esentati dalla giurisdizione degli altri vescovi?”. Ma in primo luogo, sono molto lontani in questo momento dall’accettare una cosa del genere, e poi, che ci facciano prima un’offerta simile! Ma non credo che siano minimamente vicini a farlo. Perché ciò che è stato fino ad ora la difficoltà è stato precisamente il fatto di darci un vescovo tradizionalista. Non volevano. Doveva essere un vescovo secondo il profilo stabilito dalla Santa Sede. “Profilo”. Vedete cosa significa! Impossibile. Sapevano benissimo che dandoci un vescovo tradizionale avrebbero stabilito una cittadella tradizionalista in grado di continuare. Questo non lo volevano. Né l’hanno dato alla Fraternità di San Pietro. Quando quelli della San Pietro dicono di aver firmato lo stesso Protocollo che abbiamo firmato noi nel maggio 1988, non è vero perché nel nostro Protocollo c’era un vescovo e due membri della Commissione Romana, cose che il loro Protocollo non aveva. Quindi non hanno firmato lo stesso Protocollo nostro. Roma ha approfittato della stesura di un nuovo Protocollo per rimuovere quelle due concessioni. A tutti i costi volevano evitarlo. Quindi abbiamo dovuto fare come abbiamo fatto il 30 giugno 1988… Il lato positivo In ogni caso sono felice di poter vi incoraggiare e congratularmi con voi per il lavoro che state svolgendo – le lamentele ora sono rare, e quante persone mi scrivono la loro gratitudine per il lavoro dei sacerdoti della Fraternità San Pio X. Per loro la Fraternità è la loro vita. Hanno riscoperto la vita che volevano, la via della Fede, lo spirito di famiglia di cui hanno bisogno, il desiderio di un’educazione cristiana, tutte queste scuole, insieme a tutto ciò che le nostre Suore e i nostri Padri stanno facendo, e tutti i nostri amici che lavorano insieme per continuare la Tradizione. Tutto questo è meraviglioso, nell’epoca in cui viviamo. La gente è davvero grata, profondamente grata. Quindi continuate il vostro lavoro e organizzatevi – spero che a poco a poco le nostre varie comunità possano aumentare di numero in modo da fornire maggiore sostegno reciproco a tutti voi, morale e fisico, affinché possiate mantenere il vostro fervore attuale. Desidero ringraziare tutti i superiori per il loro zelo e la loro devozione. Penso veramente che il Buon Dio abbia scelto la Fraternità, abbia voluto la Fraternità. A novembre raggiungiamo il 20° anniversario della Fraternità e sono intimamente convinto che sia la Fraternità a rappresentare ciò che il Buon Dio vuole, per continuare e mantenere la Fede, mantenere la verità della Chiesa, mantenere ciò che può ancora essere salvato nella Chiesa, grazie ai vescovi raggruppati attorno al Superiore Generale, che svolgono il loro ruolo indispensabile di custodi della Fede, di predicatori della Fede, donando la grazia del sacerdozio, la grazia della Cresima, cose che sono insostituibili e assolutamente necessarie. Quindi tutto questo è altamente consolante. Penso che dovremmo ringraziare Dio e permettergli di andare avanti, in modo che un giorno la gente sia costretta a riconoscere che, sebbene la Visita del 1987 abbia portato pochi frutti, ha mostrato che eravamo lì e che il bene veniva fatto dalla Fraternità, anche se non hanno voluto dirlo esplicitamente al di fuori dei nostri circoli dopo la Visita. Tuttavia, un giorno saranno obbligati a riconoscere che la Fraternità rappresenta una forza spirituale e una robustezza della Fede che è insostituibile e della quale avranno, spero, la gioia e la soddisfazione di avvalersi, ma quando saranno tornati alla loro Fede tradizionale. Preghiamo la Beata Vergine e chiediamo alla Madonna di Fatima per tutte le nostre intenzioni in tutti i pellegrinaggi che facciamo nei vari paesi, che venga in aiuto alla Fraternità, affinché possa avere numerose vocazioni. Ovviamente vorremmo avere qualche vocazione in più. I nostri seminari non sono pieni. Vorremmo che fossero pieni. Tuttavia, con la grazia di Dio, arriverà. Quindi, ancora una volta, grazie, e per favore pregate per me affinché io muoia di una morte buona e santa, perché penso che sia tutto ciò che mi resta da fare! Seguite Radio Spada su: Libreria: www.edizioniradiospada.com; Telegram: https://t.me/Radiospada; Whatsapp: https://whatsapp.com/channel/0029Vb6hdpz2phHESIThpn12; Instagram: https://instagram.com/radiospada; Twitter: https://twitter.com/RadioSpada; YouTube: https://youtube.com/user/radiospada; Facebook: https://facebook.com/radiospadasocial Gloria.tv: https://gloria.tv/Radio%20Spada. Imm. dello stemma da Tom Lemmens, CC BY-SA 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0, via Wikimedia Commons. Iscriviti alla RS-Newsletter!

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