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domenica 28 dicembre 2025
IL PECCATO DI ADAMO FU DUPLICE (della serie Nuova Teologia Cattolica )
Adamo per prima cosa, dopo essere stato creato, non lodava con sufficienza Dio Onnipotente e Infinito, e questa è una colpa, se possiamo chiamarla colpa, che appartiene un po' a tutte le creature create di Dio, anche agli angeli . Una colpa che non costituisce una vera infrazione perché non va contro la Sua divina volontà e contro i piani divini . Egli doveva subito capire la differenza, la causa tra Lui e Dio. Era una colpa in Adamo sulla quale Dio chiudeva un occhio perché conosceva la sua ignoranza, conoscendo i suoi limiti di conoscenza . Le creature essendo autonome, non possono immaginare e capire subito la grandezza di Dio perché non possono conoscerlo essendo loro finite e Dio infinito e onnipotente . E’ una differenza che non possono valutare…….. L’altra colpa, quella davvero grave che spezzò la comunione con Dio, fu una vera e propria infrazione a un suo ordine preciso . Con la storiella dell’ albero Dio ci fa capire che Adamo prese una decisone autonoma, una decisione in evidente contrasto con la volontà divina . Una cosa inammissibile in qualsiasi parte dell’ immenso universo ! Ma come arrivò Adamo a voltarsi addirittura contro il suo creatore ? Egli non è che non credesse in Dio, anzi era molto credente ; sapeva benissimo di essere stato creato insieme a tutto l’ universo, ma non sapeva che la sua conoscenza era limitata . Non era presente alla formazione della materia dell’ universo e alla creazione degli angeli e alla sua stessa creazione . Non poteva assistere alla causa di tutto, bisognava poi comunicarglielo e farglielo capire .Non conosceva il piano di Dio ; poveraccio direbbe qualcuno ! Ad Adamo veniva richiesto solo di adorare Dio essendo una creatura dipendente in tutto e per tutto da Lui . E doveva ringraziarlo anche per avergli dato una certa autonomia sulla padronanza della terra che non aveva creato Adamo . Egli doveva dominarla e riempirla tutta e questa era solo una conseguenza di quell ‘unico paletto che gli aveva messo con la storiella dell’ albero . Adamo non poteva riempirla senza conoscere il piano di Dio, non poteva dominarla senza la scienza che gli sarebbe venuta da Dio perché si sarebbe semplicemente suicidato – Ma la cosa che più convinse Adamo a prendere la decisone di mangiare la mela dall’albero della conoscenza del bene e del male fu una cosa sola . La convinzione di essere eterno: la convinzione che non gli sarebbe successo nulla di grave infondo perché non conosceva la morte fisica . Adamo non conosceva né la morte fisica, né quella spirituale della sua anima . Quindi non poteva avere il timore di Dio . Cosi anche gli angeli prima dell’ uomo, non conoscevano cosa significava la lontananza da Dio . Adamo era una creatura autonoma da Dio e non poteva conoscere tutto quello che stava fuori di Lui se Dio stesso non glielo avrebbe concesso vivendo in comunione con lui . Dio poteva sopportare la mancanza di lode e gratitudine conoscendo i suoi limiti, ma non addirittura l’ infrazione alla sua legge e alla sua volontà : alla sua parola !! Adamo non sapeva quel che faceva ! Ora riflettendo noi creature autonome nel considerare l’opera di Dio : quale pedagogia avrebbe dovuta usare Dio per farci apprendere di essere stati creati perfetti ma piccoli e non siamo affatto autonomi da Lui ? Noi non siamo nemmeno come gli angeli, puri spiriti, che hanno una conoscenza diretta e immediata di Dio, anche loro non conoscevano le conseguenze di una loro pretesa di autonomia . Non sapevano a cosa sarebbero andati incontro se avessero richiesto di avere uno spazio tutto per loro tra le immense galassie che aveva creato la mano di Dio . Come far capire agli esseri creati ed autonomi di qualsiasi potenza e capacità che esiste una sola legge, un solo ordine in tutto il creato di Dio ? Come far capire che non potranno mai conoscere Dio e le sue opere se non senza la comunione con lui ? Lontani da Dio c’è solo il disordine, la morte, la solitudine infinita ,anzi c’è la propria autonomia che era meglio non averla mai ricevuta. Meglio essere un aborto ma vicini a Dio ! Era meglio essere un albero o una pietra o non essere mai nati liberi senza avere Dio come amico e padre . Ora se Dio, nella sua immensa misericordia, voleva creare esseri autonomi , anzi se voleva creare figli non aveva nessun problema, ma poi come fargli capire tutto il resto ? Io posso creare una macchina ma poi questa macchina deve camminare su strada e quindi deve trovare strade idonee….., poi deve bere benzina e deve avere un programma e devo conoscere i sui limiti . Una macchina per funzionare ha bisogno della mia continua assistenza , pure della mia guida … Insomma le creature autonome e libere, sono macchine molto più complesse e hanno bisogno di una guida superiore e continua per vivere in un ambiente immenso dove vivere . Se lasciate un istante da sole senza guida si distruggerebbero, come si distruggerebbe una macchina senza guidatore e un missile lanciato nello spazio senza che riceva ordini . Allora possiamo un po' capire della pedagogia divina verso le creature dell’ universo da lui creato . Dio allora vuole dei figli , innumerevoli figli . Dio vuole far conoscere se stesso, il suo amore e la sua onnipotenza . Dio vuole partecipare alle creature tutto quello che ha fatto e sa fare . Ecco allora che si studia un piano perché le creature autonome e libere hanno dei limiti . Senza di lui possono solo distruggersi ! Hanno qundi dei limiti perdonabili e comprensibili di conoscenza ,ma dei limiti non perdonabili dovuti alla loro libertà di scelta . Ecco quindi la storia dell’ albero che ritorna nei piani di Dio . Dio decide di creare Gesù Cristo e di farlo incarnare nella “pienezza dei tempi “come Messia . Dio così scende personalmente tra gli uomini e diventa uomo egli stesso . Gesù Cristo di natura umana, archetipo della creazione divina e degli esseri creati , ha però come Padre Dio stesso e non un uomo , quindi la sua persona esiste solo in completa comunione col Verbo . La sua anima non costituisce la persona perché non è nato da un uomo, ma è il Verbo in lui che costituisce la persona . In pratica nell’anima e nell’ umanità creata di Gesù Cristo c’è il Verbo di Dio e la sua anima è in totale comunione con lui . In termini tecnici questo si chiama “ unione ipostatica “ . In lui tutte le creature hanno la conoscenza, in lui tutte le cose hanno un senso perché create per mezzo di lui e in vista di lui . Ora lassù già sanno tutto ,ma quaggiù ci vuole fede . E siccome il Signore dell’ universo è venuto nella debolezza della carne, ora ci chiede solo la fede e di vivere secondo la fede . Chi avrà fede continuerà a vivere in comunione con Dio sempre, ma chi non avrà fede nella Redenzione operata da Gesù Cristo, Verbo del Padre, pur se crederà in Dio e la sua creazione, non potrà assolutamente salvarsi e non potrà vivere in comunione con lui ,non avendo riconosciuto Dio in Gesù Cristo su questa Terra , nonostante egli sia salito sull ‘albero per donargli la vera conoscenza di Dio .
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