domenica 11 gennaio 2026

L’ARIANESIMO HA DA SEMPRE CONVISSUTO CON IL CATTOLICESIMO . Nei primi secoli mentre tutte le eresie col tempo furono ben individuate e condannate e col tempo si estinsero, sappiamo che gli apostoli consigliavano la cacciata dei falsi fratelli e l’espulsione immediata dalla comunità, ordinando di togliergli anche il saluto, ritenendoli una peste in grado di infettare il corpo sano delle comunità cristiane legate alla Tradizione degli Apostoli , e ci riferiamo non a coloro che avevano peccato o cadevano nel peccato anche gravemente ma poi si pentivano, ma di coloro che si differenziavano per una diversa visione della dottrina cristiana predicata dagli Apostoli e dalla Tradizione. Invece gli ariani e l’arianesimo non fu mai debellato completamente, anzi costituiva un credo segreto, inconscio o conscio, della maggior parte della gerarchia della Chiesa Cattolica della penisola italiana, europea e mondiale per secoli fino ai nostri giorni e sarà presente, penso, fino alla fine della storia della Chiesa come la massima minaccia al credo cattolico . Il monaco e sacerdote Ario non negava la Trinità, sia ben chiaro, ma subordinava il Figlio al Padre (subordinazionismo), negandone la consustanzialità. Alla base della sua tesi, permeata dalla cultura neoplatonica delle idee pure, vi era la convinzione che Dio, principio unico, indivisibile, eterno e quindi ingenerato, non potesse condividere con altri la propria ousìa, cioè la propria essenza divina. Ora, noi sappiamo che il sinedrio ebraico, con i Sommi Sacerdoti , non avrebbe mai condannato Cristo se lui si fosse accontentato di rimanere profeta, messia, un battezzatore e seguace di Giovani, un inviato di Dio con la potenza dei miracoli ; un vero discepolo di Mosè e della vera Legge . Il Sinedrio non poteva tollerare in assoluto che Il principio unico e indivisibile della sostanza divina, appartenesse anche al Cristo, uguale al Padre . Questa “bestemmia”, non si poteva mai accettare e la stessa Legge ordinava la condanna a morte per chi si fosse reso reo di un peccato del genere ! Pilato e alcuni settore erodiani lo avrebbero volentieri punito e condannato con alcuni membri del Sinedrio per paura di sedizioni perché era capace di attirare le masse, ma i Sommi Sacerdoti erano arrivati all’essenza del problema Gesù, cioè avevano capito l’ apostasia di Cristo che , sotto sotto mentite spoglie, voleva farsi passare per Figlio Unigenito di Dio e con gli stessi poteri, con gli stessi attributi divini !! E Infatti, senza la pura fede, senza la comunicazione successiva dello Spirito Santo è un assurdità credere alla natura divina del Crocifisso . Neanche tutti gli apostoli ci credevano alla divinità di Cristo, anche loro, prima della comunicazione dello Spirito Santo che ci rivela la vera identità del Figlio, non sappiamo a cosa credessero davvero . Certamente non credevano che Gesù fosse Dio pur avendo assistito a molti miracoli e nemmeno le pie donne che amavano il Maestro ci potevano credere, ma solo la Vergine Madre Santissima e San Giuseppe . Il grattacapo più grande per un discepolo del Sinedrio e della Legge era riuscire a capire la vera identità del Messia che era comparso tra loro. La fede nella divinità del Maestro dello stesso Pietro era un fatto episodico, pronta a saltare al primo intoppo, su questo tema Pietro era una canna sbattuta dal vento . Quando poi Gesù iniziò a parlare agli apostoli della salita ultima a Gerusalemme , Pietro iniziò a dissuaderlo e Gesù sappiamo cosa gli rispose : “Vattene Satana, tu mi sei di scandalo “. Pietro era ancora a digiuno della vera teologia cattolica……la quale non ha bisogno di assiomi e discorsi logici per credere in Dio, ma arriva a Dio attraverso una via molto breve, comprensibile a tutti e anche ai più semplici : la fede immediata in Cristo Immagine del Padre . Dietro Gesù uomo si nasconde la divinità, quella che ha creato il mondo e l’ universo con la Parola . Dura lex, sed lex , direbbero i Romani . A questa fede si arriva solo con lo Spirito Santo inviato dal Padre nei cuori e non con la logica e la filosofia . E ritornando ad Ario (260-336) dobbiamo dire che senza di lui non ci sarebbe stato nessun credo Niceno-Costantopolitano e ognuno si sarebbe fatto una sua idea di Dio … Lo stesso Costantino che convocò il Concilio di Nicea (325) non aveva nessuna convinzione teologica, a lui stava a cuore solo la stabilità dello Stato messo in subbuglio dalle dispute delle due fazioni e poteva esserci pace solo sconfiggendo una delle due parti . Al concilio in cui all’ inizio i Padri erano quasi tutti su posizioni ariane. Ario, Eusebio di Cesareae il vescovo Eusebio di Nicomedia, non convinsero semplicemnte l'assemblea. Il loro argomento era il seguente: se il Figlio di Dio non era uguale al Padre, allora non era neanche divino, o per lo meno non quanto il Padre. E questo non era accettabile dagli ortodossi. La tesi poi secondo la quale "ci fu un tempo in cui il Figlio non c'era" fece inorridire i padri conciliari, che posero in minoranza e condannarono definitivamente le idee di Ario . Il Concilio elaborò quindi un simbolo, cioè una definizione dogmatica relativa alla fede in Dio, nel quale compare, attribuito al Cristo, il termine homooùsios (tradotto in italiano dal latino con "consustanziale" (al Padre), ma in greco "di uguale essenza"), che costituisce la base dogmatica del cristianesimo storico. Gli eretici furono minacciati di esilio e Ario fu bandito e spedito in Illiria. La scarsa saldezza delle convinzioni teologiche di Costantino è però dimostrata dal fatto che in soli tre anni le sue posizioni nei confronti dell'arianesimo divennero assolutamente indulgenti e tolleranti: su suggerimento della sorella Costanza e per insistenza di Eusebio di Nicomedia, fu revocato l'esilio per i vescovi ariani, lo stesso Ario fu più tardi richiamato (nel 331 o 334) e introdotto a corte, dove riuscì a tal punto a convincere l'imperatore della bontà delle sue opinioni, che lo stesso Costantino lo riabilitò e condannò all'esilio il vescovo Atanasio di Alessandria, che di Ario era stato tra i più acri oppositori . La storia successiva è molto semplice, la fede ariana proseguì lungo tre direttive e tra opposizioni varie interne continuò a imporsi quasi dappertutto in oriente . Piuttosto che scomparire, l'arianesimo spostò il suo asse verso il nord dell'impero, trovando seguaci presso i popoli “barbari” che in quel periodo si stavano spingendo contro i confini dello Stato, particolarmente Goti, Vandali e Longobardi. Grazie soprattutto alla predicazione condotta nel IV secolo fra i Goti da parte di Ulfila (311-383), l'arianesimo conobbe infatti una grande diffusione fra i popoli germanici fra i quali fiorì almeno fino al VII secolo. Fu in questa confusione e perdita di fede che nessuno sapeva più cosa fosse la fede, che ebbe buon gioco la parentesi e la figura di Giuliano l’’Apostata (361-363) che sosteneva un ritorno al paganesimo dopo aver aiutato le due correnti cristiane mettendole una contro l’altra affinchè si distruggessero a vicenda definitivamente. I Longobardi erano ariani, quando vennero in Italia (568) , molto devoti dei santi, si fusero agli italici e imposero quasi dappertutto vescovi ariani perché prendeva piede in quel periodo lo sviluppo delle diocesi e dei patriarcati e queste nascevano con chiese e basiliche che potevano svilupparsi solo se avevano sotto le mura le reliquie di santi che attiravano i fedeli con le loro elemosine …. I vescovi Longobardi delle diocesi Italiane avevano tutto del credo cattolico, solo che manifestavano una certa opposizione a Roma senza più discutere sulla natura di Cristo . Col tempo infatti non ci fu più alcuna disputa sulla sostanza divina di Cristo e ognuno pensava a detenere il proprio potere e a organizzare le diocesi secondo lo spirito del tempo . Piano piano Il Vescovo di Roma divenne la figura di orientamento in Italia e il primate d’Europa sotto cui cadde la loro giurisdizione . Possiamo dire che da ieri fino ad oggi la quasi totalità dei vescovi cattolici, cosiddetti cattolici, succeduti agli apostoli, ebbero e hanno la stessa fede di San Tommaso . Questo ci dice che la fede cristiana resta sempre un problema tra i cristiani anche dopo la Risurrezione . Essi sono la maggioranza nel mondo cattolico anche se organizzano le diocesi ; combattono le eresie come le combatterono i vescovi ariani e alcuni divennero anche martiri, ma a cosa credono davvero sulla figura e divinità di Cristo , lo sa solo Iddio, anche se hanno una divisa cattolica .

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